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ARROSTI DOMICILIARI

Già che non si può uscire, tanto vale impiegare proficuamente il proprio tempo.
E cosa c’è di meglio che mettersi a pacioccare un pò sulla moto?

Le chiavi fisse, le brugole, le bussole, gli inserti e i porta inserti e ancora: le torx, e la vaschetta porta viti…
Ogni sorta di giocattolo per bimbi grandi è ordinatamente disposto davanti a me in una ordinata teoria di oggetti meravigliosi e luccicanti, guardando i quali mi vengono i lucciconi agli occhi per la commozione.
Uber alles, l’oggetto che più di tutti ha veramente dato un senso al pollice opponibile: il cacciavite.
Anzi: i cacciaviti, o giraviti che dir si voglia.
Uno, dal manico, in legno di origine misteriosa. Probabilmente appartenuto a qualche zio e conservato qual rugginosa reliquia, memento di un passato ormai passato, nel quale le viti avevano esclusivamente il taglio piatto.
Gli altri più moderni e di varie fogge, dimensioni e tipologie, tutti in attesa di essere impugnati con la consumata perizia che i tanti segni sulle mani, lasciati dai molti buchi autoinflittimi negli anni con il loto utilizzo, testimoniano.
(quantomeno fino alla prossima volta in cui me ne conficcherò uno nel palmo della mano)

Insomma: buona parte della mia vita di bricoleur è qui rappresentata, molti anni e parecchi soldi mi ci sono voluti per mettere insieme questa piccola officina che comprende anche un compressore (mio orgoglio e vanto) e due, dico: BEN DUE chiavi per filtri olio.
Ma soprattutto loro: le fascette, che tante volte mi hanno cavato d’impiccio.
Steso a terra già vi è il tappetino, che mi consentirà di non sporcarmi nè ammaccarmi troppo sdraiandomi a fianco e sotto la moto, per effettuare con audacia e maestria l’impresa che mi sono messo in testa di portare a compimento.
Ma ecco che un profumino giunge alle mie narici, ricordandomi che non solo è giunta l’ora del pranzo, ma che anche mia moglie è a casa in domicilio coatto.
A differenza di me che ho solo in testa la moto, lei ha pragmaticamente preferito dedicarsi ad attività più utili nel breve periodo, e ha cucinato l’arrosto.


Il paradiso può attendere, mi aspettano a tavola.

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