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La bestia e la Bestia

Se qualcuno caso mai si chiedesse dove diavolo trovo l’ispirazione per gli itinerari, ora vi spiego cosa ci trovo di così interessante per esempio, in un paesucolo francese sperso a sud-ovest del Massiccio Centrale, tra Ardeche e Cevennes…

“Fra il 1764 e il 1767 i boschi e i pascoli della regione del Gévaudan (corrispondente, più o meno, all’odierno dipartimento della Lozère, tra le Cevenne e il massiccio Centrale) più di cento esseri umani vennero uccisi e sbranati da una terribile e inafferrabile ‘bestia’, che sembrava agire con astuzia più che animale. Neppure l’intervento di un corpo scelto di archibugieri del re, inviati da Luigi XV, riuscì ad arrestare le stragi. Frattanto serpeggiava e andavano crescendo delle supposizioni, delle voci, secondo le quali la ‘bestia’ non era non poteva essere solo un grosso lupo o un branco di lupi; molti, troppi indizi portavano ad altre conclusioni, davanti alle quali la ragione pareva arretrare, inorridita…”
(cit. Francesco Lamendola)


Ecco…
Questa leggenda ha scatenato la mia curiosità ed è diventato lo spunto per un Tour che potrei mettere in calendario per l’anno venturo…


Ma che tipo di viaggio potrebbe essere?
Immagino un percorso a ritroso nel tempo, dai luoghi di Robert Louis Stevenson al medievo dei castelli, alle massicce fortezze Templari, tra gole scolpite dall’acqua e vasti altopiani.
In un’area geografica incredibilmente selvaggia e con la densità abitativa più bassa di tutta la Francia, si snoderà spesso su strade secondarie di montagna, nella zona compresa tra l’Alvernia, l’Alta Loira, l’Occitania e la Drôme, e sarà impegnativo. Ma come sempre sarà alla portata di tutti, con qualsiasi moto e con il passeggero perchè così voglio che siano i miei viaggi.
Sarà un viaggio nel passato, dove la pietra è l’elemento principale tanto dei paesaggi quanto degli antichi borghi, e attraverserà questo incredibile territorio vulcanico, brulicante di grotte e costellato di belvedere che offrono panorami mozzafiato, punteggiato di borghi dalle antiche costruzioni in pietra e castelli medievali che si affacciano sulla valle del Rodano.
Dove granito, pietra calcarea e scisto la fanno da padroni nell’architettura.
Questo viaggio richiederà un pizzico di spirito avventuroso, la disponibilità ad affrontare strade a volte molto tortuose, superare variazioni altimetriche importanti e la disponibilità a viaggiare per parecchie ore al giorno con soste relativamente brevi.
Sarà un viaggio alla scoperta di zone di norma escluse dai normali itinerari turistici, che richiede impegno e che ripaga con la grande bellezza dei luoghi visitati.


E tutto questo perchè una leggenda locale, di un paesucolo francese sperso a sud-ovest del Massiccio Centrale, tra Ardeche e Cevennes, ha solleticato la mia curiosità…

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