Abbazia di Silvacane

La più segreta delle “tre sorelle provenzali”, eretta in un luogo un tempo paludoso e desolato (Il nome deriva infatti da: “selva di canne”) a La Roque d’Anthéron, lungo la Durance e di fronte al massiccio del Luberon, è la più antica delle abbazie cistercensi della Provenza e racchiude nella sua sobrietà gli stili dell’arte romanica e gotica.

Insieme a Sénanque e Le Thoronet, è la terza abbazia cistercense eretta in questa Regione, per tale motivo viene definita una delle “tre sorelle” (,ma di questo avevo già accennato). Benchè i primi insediamenti nell’area risalgano al 1144, bisognerà attendere il 1175 perchè sul punto più alto della zona abbia inizio la costruzione della chiesa che vivrà prospera sino alla fine del XIII sec. quando inizierà la sua decadenza, che culminerà con la Rivoluzione, durante la quale fu adibita ad azienda agricola. Una curiosità: la vasca lunga 38 metri che si protende fino alla sua facciata, non rappresenta un elemento artistico bensì, molto più semplicemente, una vecchia peschiera. L’abbazia ospita ogni anno una intensa attività culturale il cui evento culminante è il “Concerto internazionale di pianoforte di La Roque d´Anthéron”, un festival che ha luogo in estate e proprio qui offre alcune delle sue migliori esibizioni.

CURIOSITA’:

Offriamo ciò che abbiamo

Se vi capitasse di tornare dalle parti dell’Abbazia di Silvacane, fate un passaggio in questa città che sicuramente incarna il tipico stile provenzale e che dista solamente una trentina di km dall’abbazia:
Salon de Provence
Con la sua bella torre campanaria, i resti del Il Castello d’Emperi (che contiene tra l’altro una delle più importanti raccolte di Francia di indumenti, armi ed equipaggiamenti militari) e il Quartiere dei Saponificatori (questa è zona di produzione di olio d’oliva, componente primaria del Sapone di Marsiglia, di cui Salon è uno dei maggiori centri di produzione).
Ma se questa è storia, ciò che ha proiettato questa città nella leggenda è stato uno dei suoi abitanti, la cui casa è oggi diventata un museo: Michel de Nostredame, che qui scrisse le Profezie, gli Almanacchi e quasi tutte le sue opere, di cui si possono ammirare gli originali.
Per sottolineare la sua ricerca di conoscenza e la sua volontà di farne approfittare il maggior numero di persone, Michel de Nostre-dame modificò leggermente il proprio cognome per adattarlo a una frase latina il cui significato fosse:
“Offriamo quello che abbiamo” ovvero: NOSTRA DAMUS.
E proprio con il nome di NOSTRADAMUS entrerà nella leggenda.
Ps. se vi capitasse di andare da quelle parti, guardate con attenzione in giro perchè a lui è stata persino dedicata una cioccolateria……..
http://www.chocolaterienostradamus.com/

La foresta di cedri delle Alpilles

Per giungere all’ Abbazia di Sivacane costeggeremo da ovest a est il versante meridionale del Massiccio prealpino delle Alpilles,(in provenzale: “Lis Aupiho”).Questa una catena calcarea si estende per circa 25 km, dalla valle del Rodano fino alla valle della Durance, dominando a nord la pianura coltivata di Saint-Rémy-de-Provence e a sud, la pianura della Crau, dove è sita appunto l’abbazia.Proprio su questo massiccio nella seconda metà dell’800 e utilizzando semi del Medio Atlante algerino, fu piantumata una rigogliosa foresta di cedri, alcuni dei quali ormai centenari, che copre una superficie di circa 250 ettari e insieme alla macchia, le ripide scogliere e i pascoli, sono riconosciuti area naturale protetta.E’ un luogo tranquillo ricamato di sentieri per passeggiateescursioni e viste panoramiche della zona, vi è inoltre un percorso aperto ai ciclisti e dato che alcuni di noi sono ciclisti, oltre che motociclisti, credo possa essere interessante conoscere questo particolare, nel caso voleste farvi una pedalata da queste parti.

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