La consolatrice di deserti

Non è mia intenzione aprire un seminario di botanica, ma c’è una pianta che amo più di altre, con la sua resistenza anche alle intemperie peggiori e la sua capacità di crescere negli ambienti più aridi e nei terreni più inospitali, calcarei, pietrosi e arroventati dal sole.

Con i suoi fiori semplici e tenaci, i suoi steli all’apparenza delicati e statici ma flessibili e robusti, colonizza dirupi e pendii colorandoli con le sue tonalità calde ed accese, avvolgenti.
E’ lei che con il suo giallo luminoso e il suo delicato profumo saluta noi motociclisti, annunciandoci l’arrivo della bella stagione, del caldo e del sole.
Nell’ultima poesia dei “Canti”, settima strofa, Giacomo Leopardi ne fa una bellissima descrizione:
“Or tutto intorno
una ruina involve,
dove tu siedi, o fior gentile, e quasi
i danni altrui commiserando, al cielo
di dolcissimo odor mandi un profumo,
che il deserto consola.”

A ogni nuovo anno è soltanto quando vedo i pendii ricoprirsi dei suoi fiorellini che io “sento” che la bella stagione sta DAVVERO arrivando.
Ed è in suo omaggio che ho fatto verniciare la mia moto del suo stesso colore:
GIALLO GINESTRA

Se avete già curiosato sul mio profilo Instagram o sulla mia pagina Facebook, noterete come il giallo sia un elemento ricorrente nei miei post e nelle immagini che condivido.
Di tanto in tanto, se vorrete seguirmi, vi racconterò qualche aneddoto curioso di come il giallo continui a ricorrere e a volte persino a rincorrermi nella mia vita!

Le pont des rêves

Quando ho scattato queste immagini non sapevo esattamente cosa stavo fotografando, poi ho visto altri luoghi e scattato altre foto e quel momento mi è passato di mente.
Ma ora che questa immagine mi è ripassata davanti agli occhi mi sono rammentato di quel ponte e della curiosità che mi aveva destato, e ho deciso di raccontare questo piccolo frammento delle mie ferie.

22 Agosto 2019 – Le Château-d’Oléron, Île d’Oléron, Charente-Maritime, Francia

Siamo alla ricerca non di UN posto ma DEL posto ove andare a mangiare cena, aggirandoci tra casette di legno dipinte a colori sgargianti, vie viottoli e canaletti, tra vasche di allevamento di ostriche e cozze…
Un tintinnio attira l’attenzione, un ponte che sembra pervaso da un fremito.

E’ il Ponte dei Sogni.
Lungo il parapetto, appesi a fragili corde, ondeggiano brillando all’ultima luce del giorno gusci di ostriche pieni di parole e desideri d’amore, lievi capricci o messaggi di solitudine, che il vento fa tintinnare.
Attraversando il ponte alcuni scrivono messaggi, altri li leggono, altri ancora (soprattutto i bambini) camminano lungo il ponte, le braccia tese e le mani aperte, per far tintinnare le conchiglie.

E quando la cordicella si allenta o si spezza e il guscio ritorna in acqua, tutti questi desideri, tutti questi sogni, si avverano…