Il sentiero dei Catari

Km. 2500 / 2800 c.ca
5 Regioni – 15 Dipartimenti

Obiettivo di questo viaggio sarà ripercorrere le strade e i luoghi che hanno visto lo sviluppo e la tragica fine del catarismo in Occitania, non da un punto di vista religioso bensì architettonico, paesaggistico e prettamente storico.

La storia:

Quando si usa il termine “crociata” solitamente il pensiero va alle guerre indette dai popoli cristiani d’Europa contro i musulmani, per liberare il Santo Sepolcro.

Ma una delle crociate di più inusitata ferocia non è stata combattuta contro gli “infedeli”, bensì contro gli “eretici”.

Nei territori di quella che è l’odierna Francia, e precisamente in Occitania, dove all’inizio del XIII secolo ebbe luogo una lotta senza quartiere contro i “bon hommes” e le “bonnes femmes”: la crociata detta “Albigese” contro i Catari.

Pace e bellezza regnano oggi in questi luoghi il cui passato macabro e turbolento trova testimonianza nei resti dei suoi villaggi arroccati, nelle abbazie fortificate e nelle vestigia delle possenti fortezze, che con le loro formidabili mura opposero strenua resistenza all’ormai insaziabile strapotere del papato.

Alcuni di questi luoghi sono stati risparmiati mentre molti, travolti dall’impeto devastatore, sono stati abbandonati, dimenticati e poi ritrovati.

Di questi alcuni sono stati riportati all’antica bellezza mentre altri, lasciati in stato di rovina, testimoniano tetramente la furia della distruzione che qui si consumò contro di essi e i loro abitanti.

Questo sarà dunque un viaggio nel passato che ci condurrà nei luoghi dove questi eventi ebbero luogo, dalle Alpi fino ai Pirenei, in un continuo susseguirsi di luoghi dove la pietra è l’elemento principale tanto dei paesaggi quanto degli antichi borghi dalle antiche costruzioni in pietra, silenziosi testimoni di quegli eventi e e dove granito, pietra calcarea e scisto sono i padroni incontrastati anche nell’architettura.

Attraverseremo luoghi di incredibile bellezza, seguiremo lungo le gole il corso dei fiumi e risaliremo su altipiani che offrono panorami mozzafiato per raggiungere la Langue d’Oc, testimone di orribili eventi ma anche patria dei trovatori, i cantori dell’amor cortese e ritorneremo lungo le strade un tempo battute dai: “Poveri compagni d’armi di Cristo e del tempio di Salomone”: i Cavalieri Templari.

Vedremo le tracce dei loro formidabili castelli e visiteremo luoghi fantastici abbarbicati alla roccia il cui sviluppo verticale, edifici religiosi compresi, li rendeva virtualmente inespugnabili. Percorreremo valli disseminate di villaggi le cui abbazie e chiese fortificate esprimono forza e solidità.

Sarà un tuffo nella storia, una storia così incredibile da sembrare leggenda.

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Avignone e la Provenza

Quando si parla della Provenza vengono subito alla mente dolci paesaggi collinari allietate dal canto delle cicale, i meravigliosi campi fioriti, villaggi arroccati, piazzette e fontane, viali che si stendono all’ombra dei platani, vigne e uliveti.


I suoi colori sono quelli del sole e del cielo blu, sotto i quali il Mont Ventoux e le Dentelles de Montmirail sovrastano i frutteti, gli uliveti, i vigneti e i campi di lavanda delle pianure, intervallati da macchie in cu fioriscono timo e rosmarino.
Dai massicci montuosi delle Alpi dell’Alta Provenza ai maestosi canyon del Verdon, dalla cittadella fortificata di Sisteron alle antiche arene di Arles, dalla possente Avignone con il suo Palazzo dei Papi alla piccola Saint-Rémy-de-Provence, ove Van Gogh trascorse gli ultimi anni della sua vita, la Provenza ha davvero molto da offrire.
Da Aix-en-Provence,al pittoresco villaggio di Moustiers-Sainte-Marie: celebre per le sue maioliche oltre che per la sua bellezza e ancora: dai villaggi arroccati del Luberòn, con le sue Ocre, al Massiccio delle Alpilles: piccola zona montuosa di roccia calcarea in cui si nascondono villaggi di rara bellezza, campagne incorniciate dai pini marittimi.
Questo viaggio si svolgerà in un incredibile susseguirsi di paesaggi dalle Alpi dell’Alta Provenza per portarci seguendo a tratti il placido scorrere del Rodano, sino alla Costa Marsigliese dalla quale ritornare alle montagne dell’interno.

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