EASY TOUR

Per te che hai preso la patente da poco e non te la senti ancora di fare viaggi “esagerati”…

Per te che hai ripreso a usare la moto dopo tanto tempo e sei ancora un pochino “arrugginito”…

Per te che semplicemente non hai voglia di macinare troppi chilometri tutti i giorni,,,

Per te che…

Qualunque sia la motivazione, se quello che cerchi è un giro facile ma che ti porti a vedere qualcosa di bello: questo è il tuo tipo di Tour!

Molti degli itinerari proposti nella sezione “viaggi” possono essere svolti in modalità “Easy”

In tal caso l’itinerario viene riadattato specificatamente per ridurre lo stress da guida, evitando il più possibile traffico intenso pur privilegiando il transito su strade sufficientemente ampie e rassicuranti, che scorrono più lineari e con minori sbalzi di quota, ma pur sempre bellissime.

Facile, non noioso!

Nota Bene: le due protagoniste dei video erano alla loro prima esperienza di viaggio e una delle due aveva conseguito la patente soltanto due settimane prima…

Segui la moto gialla e… goditi il viaggio!

GOOGLE MYMAPS – come utilizzarlo


COME UTILIZZARE LA MAPPA:

Google MyMaps è un utile strumento che permette di visualizzare, creare e condividere mappe, o anche di visualizzare file GPX.
Queste semplici istruzioni ti permetteranno di visualizzare al meglio le mappe che ho condiviso.
L’esempio qui sotto è applicabile a tutte le mappe degli itinerari.

VISUALIZZAZIONE:
la prima cosa che vedi è il riquadro all’interno del quale è la mappa, che puoi spostare a tuo piacimento e che ti permette di interagire con le opzioni:

Per visualizzarla meglio io ti suggerisco di INGRANDIRLA, tutto ciò che devi fare è cliccare sull’icona in alto a destra del riquadro (evidenziato in ROSSO)
Per condividerla con i tuoi amici puoi cliccare sul simbolo della CONDIVISIONE (evidenziato in VERDE)
Mentre per visualizzare tutti i punti di transito e accedere a eventuali info aggiuntive, puoi aprire il menu a tendina cliccando sull’icona in alto a sinistra del riquadro. (evidenziato in BLU)

Ora dovresti vederla cosi:

Meglio vero?

Su Smartphone e Tablet invece la visualizzazione è leggermente differente:

Cliccando sul nome in basso (in questo caso: PASSO del FAIALLO)
si aprirà il menù a tendina e potrai visualizzare i punti di transito:
Cliccando sulla freccina sotto al quadrettino rosso a fianco del nome, questo aprirà l’elenco completo di tutti i punti di transito che compongono l’itinerario.

FATTO! Facile no?

Passi leggendari delle Alpi Orobie

dal 11 al 14 Agosto 2021
durata 4 giorni/3 notti
1250 km circa

In questo viaggio vi sembrerà di toccare il cielo con un dito!

Saliremo su passi delle Alpi Orobie percorrendo tornanti e curve da capogiro, passando da una valle all’altra, da una regione all’altra, ammirando panorami su montagne uniche al mondo. Il nostro obiettivo sarà quello di riempirvi gli occhi di spettacolari vallate, piccoli paesi arroccati su montagne, rifugi raggiungibili sono con funivie ma anche la possibilità di vedere da vicino il ghiacciaio del Presena a 3069 mt. Ma ripercorreremo anche luoghi dove la Grande Guerra ne è stata, ahimè, una grande protagonista, visitando il museo di una piccola località del Trentino.

Un viaggio indimenticabile per gli amanti della natura.

Segui la moto gialla e… goditi il viaggio!

Psssst… Se vuoi puoi regalare questo viaggio a chi ti pare!
Vuoi sapere come?
CLICCA QUI!

Lago di Serre-Ponçon

Il torrente che forma questo lago è la “Durance”.
Capriccioso e imprevedibile, a seguito di un periodo di piogge particolarmente consistenti puo’ cambiare la sua portata da 18 a 1.800 metri cubi al secondo.
Proprio per questo tra il 1843 e il 1856 si verificarono alcune tra le più devastanti piene, alcune delle quali arrivarono a minacciare seriamente l’area intorno ad Avignone (230 km a ovest), dove la Durance si immette nel Rodano.

Video: MAGELLAN

Il problema dell’imprevedibilità del torrente si verificava tuttavia anche in senso opposto, in fase di “calo” di portata la penuria d’acqua portava a siccità e gravissimi problemi per le coltivazioni e gli allevamenti.

Alla necessità di “regolare” il corso del capriccioso torrente mediante la costruzione di una diga che sbarrasse il corso della Durance, creando un grande “serbatoio” per la raccolta e lo stoccaggio dell’acqua si iniziò a pensare dopo la seconda guerra mondiale, quando le più evolute tecnologie permisero di immaginare la costruzione di un’opera tanto imponente.

Realizzata in materiali alluvionali estratti dal letto della Durance, Serre-Ponçon è la più grande diga in terra d’Europa; la sua costruzione ha richiesto lo spostamento delle popolazioni e la distruzione dei villaggi di Savines e di Ubaye.

Solo il comune di Savines è stato ricostruito e oggi porta il nome di Savines Le Lac.

54 mesi di cantiere per produrla e 18 mesi per riempire il bacino permisero al progetto di raggiungere due distinti obiettivi:

– creazione di un lago che fungesse da “vaso di espansione” in cui raccogliere i surplus di acqua”

– convogliare le acque raccolte alla sottostante centrale elettrica, producendo energia

Il sacrificio di questi paesi e delle popolazioni qui residenti tuttavia ha portato nel tempo altri “benefici”, essendo il lago una meravigliosa distesa d’acqua, circondata da catene montuose ove oltre al relax in spiaggia si possono praticare numerose attività ricreative nautiche e terrestri o attività sportive come il nuoto, la vela e la pesca, ma anche trekking, mountain bike, equitazione o scalate.

Numerosi sentieri ne attraversano i dintorni, permettendo di godere la splendida vista da numerose “angolazioni”

Da non perdere: il belvedere di Serre Ponçon, a Rousset, che permette di immergersi nella storia della costruzione di questa enorme opera idraulica e naturalmente il “Museoscopio del Lago”, ubicato nelle immediate adiacenze del belvedere.

Spero di avervi incuriosito con la storia di questo lago che spesso viene dato quasi per “scontato” da noi che vi abitiamo così vicino, e che tuttavia è capace di incantare ogni volta che vi ci andiamo, a maggior ragione per la bellezza delle strade che lo raggiungono e lo circondano, con le ampie curve e la geometria perfetta per le due ruote.


Forte di Gavi

07.03.2021

Molto interessante per chiunque sia appassionato del genere, la sua ubicazione tra le colline dell’Alto Monferrato tra i vitigni di uva Cortese lo rende interessante anche per noi motociclisti, che possiamo inventarci parecchie soluzioni per raggiungerlo magari da sud, percorrendo la rete di strade che attraversa il Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo. (n.b: qui si produce il “Cortese di Gavi D.O.C.G.” anche se molti lo riconoscono semplicemente chiamandolo: “Gavi”).

Impossibile non notarlo, con pareti alte oltre 20 metri a strapiombo sul borgo antico da cui prende il nome e sul torrente Lemme, il forte si sviluppa dalla montagna e in essa, come si può notare guardando alcuni punti in cui la struttura parrebbe essere il naturale proseguo degli strati di roccia che si fondono con essa.

Di dimensioni tali da poter ospitare al suo interno una vera e propria cittadella con tanto di chiesetta, vari bastioni, celle per i prigionieri, una polveriera e capienti cisterne per l’acqua piovana, è certamente uno dei castelli più suggestivi del Piemonte

Benchè dalle origini Il suo scopo sia stato sempre difensivo, la destinazione d’uso venne mutata a partire dalla seconda metà del 1800 venendo adibito nell’ordine a: reclusorio civile, carcere militare, area di sperimentazione (i terrapieni) nella lotta contro la fillossera, e ancora luogo di detenzione.

Dal 1946 è oggetto di opera di restauro e salvaguardia da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici del Piemonte.

QUESTA è la sua ubicazione:


Buona ricerca e ricordate:

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” (Marcel Proust)