GOOGLE MYMAPS – come utilizzarlo


COME UTILIZZARE LA MAPPA:

Google MyMaps è un utile strumento che permette di visualizzare, creare e condividere mappe, o anche di visualizzare file GPX.
Queste semplici istruzioni ti permetteranno di visualizzare al meglio le mappe che ho condiviso.
L’esempio qui sotto è applicabile a tutte le mappe degli itinerari.

VISUALIZZAZIONE:
la prima cosa che vedi è il riquadro all’interno del quale è la mappa, che puoi spostare a tuo piacimento e che ti permette di interagire con le opzioni:

Per visualizzarla meglio io ti suggerisco di INGRANDIRLA, tutto ciò che devi fare è cliccare sull’icona in alto a destra del riquadro (evidenziato in ROSSO)
Per condividerla con i tuoi amici puoi cliccare sul simbolo della CONDIVISIONE (evidenziato in VERDE)
Mentre per visualizzare tutti i punti di transito e accedere a eventuali info aggiuntive, puoi aprire il menu a tendina cliccando sull’icona in alto a sinistra del riquadro. (evidenziato in BLU)

Ora dovresti vederla cosi:

Meglio vero?

Su Smartphone e Tablet invece la visualizzazione è leggermente differente:

Cliccando sul nome in basso (in questo caso: PASSO del FAIALLO)
si aprirà il menù a tendina e potrai visualizzare i punti di transito:
Cliccando sulla freccina sotto al quadrettino rosso a fianco del nome, questo aprirà l’elenco completo di tutti i punti di transito che compongono l’itinerario.

FATTO! Facile no?

Passi leggendari delle Alpi Orobie

dal 11 al 14 Agosto 2021
durata 4 giorni/3 notti
1250 km circa

In questo viaggio vi sembrerà di toccare il cielo con un dito!

Saliremo su passi delle Alpi Orobie percorrendo tornanti e curve da capogiro, passando da una valle all’altra, da una regione all’altra, ammirando panorami su montagne uniche al mondo. Il nostro obiettivo sarà quello di riempirvi gli occhi di spettacolari vallate, piccoli paesi arroccati su montagne, rifugi raggiungibili sono con funivie ma anche la possibilità di vedere da vicino il ghiacciaio del Presena a 3069 mt. Ma ripercorreremo anche luoghi dove la Grande Guerra ne è stata, ahimè, una grande protagonista, visitando il museo di una piccola località del Trentino.

Un viaggio indimenticabile per gli amanti della natura.

Segui la moto gialla e… goditi il viaggio!

Organizzazione tecnica a cura di: YOUR DESTINATION Agenzia di Viaggi e Cultura

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: a partire da € 510,00 p/persona in
camera doppia – Suppl. singola € 120,00

Quota minimo 10 partecipanti (l’agenzia Your Destination si riserva di cancellare il viaggio 21 giorni
prima della partenza).
Nessuna riduzione terzo letto – Assicurazione annullamento facoltativa € 40,00 persona in camera doppia, € 50 in singola (solo per motivi medici documentabili, no riacutizzazioni malattie preesistenti) da stipulare al momento dell’iscrizione.
Al momento della prenotazione è richiesto un anticipo del 25% per persona che verrà restituito in caso di cancellazione del viaggio.
La quota comprende: assistenza di un accompagnatore per tutta la durata del tour; sistemazione in hotel 3/4 stelle con trattamento di pernottamento e prima colazione; 3 cene in ristorante/hotel; quota d’iscrizione; assicurazione medico/bagaglio.
La quota non comprende: pasti non previsti in programma, bevande durante i pasti; ingressi se previsti durante le visite o biglietti di funivie; facchinaggio; mance ed extra in genere; eventuali tasse di soggiorno da regolare in loco; assicurazione annullamento; spese autostradali, pedaggi, consumi e manutenzione del proprio mezzo; assicurazione Rc del mezzo; spese a carattere personale e tutto quanto non espressamente indicato in “la quota comprende”.
PRENOTAZIONI ENTRO 03 LUGLIO 2021
Occorre: carta d’identità valida per l’espatrio.
L’itinerario può subire delle variazioni mantenendo le stesse visite previste da programma.

Psssst… Se vuoi puoi regalare questo viaggio a chi ti pare!
Vuoi sapere come?
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Lago di Serre-Ponçon

Il torrente che forma questo lago è la “Durance”.
Capriccioso e imprevedibile, a seguito di un periodo di piogge particolarmente consistenti puo’ cambiare la sua portata da 18 a 1.800 metri cubi al secondo.
Proprio per questo tra il 1843 e il 1856 si verificarono alcune tra le più devastanti piene, alcune delle quali arrivarono a minacciare seriamente l’area intorno ad Avignone (230 km a ovest), dove la Durance si immette nel Rodano.

Video: MAGELLAN

Il problema dell’imprevedibilità del torrente si verificava tuttavia anche in senso opposto, in fase di “calo” di portata la penuria d’acqua portava a siccità e gravissimi problemi per le coltivazioni e gli allevamenti.

Alla necessità di “regolare” il corso del capriccioso torrente mediante la costruzione di una diga che sbarrasse il corso della Durance, creando un grande “serbatoio” per la raccolta e lo stoccaggio dell’acqua si iniziò a pensare dopo la seconda guerra mondiale, quando le più evolute tecnologie permisero di immaginare la costruzione di un’opera tanto imponente.

Realizzata in materiali alluvionali estratti dal letto della Durance, Serre-Ponçon è la più grande diga in terra d’Europa; la sua costruzione ha richiesto lo spostamento delle popolazioni e la distruzione dei villaggi di Savines e di Ubaye.

Solo il comune di Savines è stato ricostruito e oggi porta il nome di Savines Le Lac.

54 mesi di cantiere per produrla e 18 mesi per riempire il bacino permisero al progetto di raggiungere due distinti obiettivi:

– creazione di un lago che fungesse da “vaso di espansione” in cui raccogliere i surplus di acqua”

– convogliare le acque raccolte alla sottostante centrale elettrica, producendo energia

Il sacrificio di questi paesi e delle popolazioni qui residenti tuttavia ha portato nel tempo altri “benefici”, essendo il lago una meravigliosa distesa d’acqua, circondata da catene montuose ove oltre al relax in spiaggia si possono praticare numerose attività ricreative nautiche e terrestri o attività sportive come il nuoto, la vela e la pesca, ma anche trekking, mountain bike, equitazione o scalate.

Numerosi sentieri ne attraversano i dintorni, permettendo di godere la splendida vista da numerose “angolazioni”

Da non perdere: il belvedere di Serre Ponçon, a Rousset, che permette di immergersi nella storia della costruzione di questa enorme opera idraulica e naturalmente il “Museoscopio del Lago”, ubicato nelle immediate adiacenze del belvedere.

Spero di avervi incuriosito con la storia di questo lago che spesso viene dato quasi per “scontato” da noi che vi abitiamo così vicino, e che tuttavia è capace di incantare ogni volta che vi ci andiamo, a maggior ragione per la bellezza delle strade che lo raggiungono e lo circondano, con le ampie curve e la geometria perfetta per le due ruote.


Forte di Gavi

07.03.2021

Molto interessante per chiunque sia appassionato del genere, la sua ubicazione tra le colline dell’Alto Monferrato tra i vitigni di uva Cortese lo rende interessante anche per noi motociclisti, che possiamo inventarci parecchie soluzioni per raggiungerlo magari da sud, percorrendo la rete di strade che attraversa il Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo. (n.b: qui si produce il “Cortese di Gavi D.O.C.G.” anche se molti lo riconoscono semplicemente chiamandolo: “Gavi”).

Impossibile non notarlo, con pareti alte oltre 20 metri a strapiombo sul borgo antico da cui prende il nome e sul torrente Lemme, il forte si sviluppa dalla montagna e in essa, come si può notare guardando alcuni punti in cui la struttura parrebbe essere il naturale proseguo degli strati di roccia che si fondono con essa.

Di dimensioni tali da poter ospitare al suo interno una vera e propria cittadella con tanto di chiesetta, vari bastioni, celle per i prigionieri, una polveriera e capienti cisterne per l’acqua piovana, è certamente uno dei castelli più suggestivi del Piemonte

Benchè dalle origini Il suo scopo sia stato sempre difensivo, la destinazione d’uso venne mutata a partire dalla seconda metà del 1800 venendo adibito nell’ordine a: reclusorio civile, carcere militare, area di sperimentazione (i terrapieni) nella lotta contro la fillossera, e ancora luogo di detenzione.

Dal 1946 è oggetto di opera di restauro e salvaguardia da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici del Piemonte.

QUESTA è la sua ubicazione:


Buona ricerca e ricordate:

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” (Marcel Proust)


Parco delle sculture di Rainer Kriester

21.03.2021

Situato nell’entroterra di Albenga in Valle di Arroscia, in un’area dove da sempre si producono vini bianchi quali Vermentino e Pigato e il superbo olio di taggiasca, compreso in un percorso enogastronomico che i più ghiottoni già conoscono: “La strada del Vino e dell’Olio dalle Alpi al Mare”, il Parco delle sculture di Rainer Kriester non si fa notare dalla strada, un cartello ne indica l’esistenza a margine di una curva e l’accesso mediante un breve tratto sterrato.

Qui potete vederne alcune immagini

lo si raggiunge comodamente da Albenga a meno che, leggendo su questa stessa rubrica l’articolo su Castelvecchio di Rocca Barbèna, non si decida di giungere da quella direzione, magari dopo aver visitato il borgo medievale di Zuccarello.

La piccola radura che contiene il parco è preceduta da un albero regala un pò di fresca ombra al visitatore che qui si ferma in estate, un paio di panchine offrono la possibilità di sostare tra la scoperta di un monolite e un altro, incorniciati da siepi di macchia mediterranea e piante.

E’ un luogo veramente magico, la percezione del tempo cambia, lo sguardo spazia sull’insieme e indugia sui dettagli, cercando di cogliere un significato nelle misteriose linee, occhi, numeri e tratti geometrici scolpiti nella pietra di Finale.

Per noi motociclisti è sicuramente preferibile giungere esattamente dalla parte opposta e nello specifico valicando il Colle di Nava e quindi, dopo aver passato gli abitati di Pieve di Teco e Vessalico, giunti a Borghetto di Arroscia iniziare a risalire il versante verso le frazioni di Gazzo, Casale e Villa Gavenola, su strade tortuose che passano negli uliveti, tra i muri a secco che ricoprono interamente il versante, testimoni della immane fatica di generazioni  per strappare terreno coltivabile alla montagna.

Proseguendo per Aquila di Arroscia, Costa Bacelega, Varavo superiore e il piccolo borgo di Leuso, tappa per me obbligatoria per fermarmi a mangiare nell’unica trattoria presente i ravioli olio e timo, preparati freschissimi da Anna.

QUESTA è la sua ubicazione:


Buona ricerca e ricordate:

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” (Marcel Proust)